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- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
Il congedo parentale consente ai genitori di astenersi dal lavoro per accudire i figli nei loro primi anni di vita, con un'indennità erogata dall'INPS. Le Leggi di Bilancio 2023 e 2025 hanno progressivamente migliorato la remunerazione: nel 2026 3 mesi di congedo sono retribuiti all'80% della retribuzione (da usarsi entro i 6 anni del bambino), mentre i restanti periodi sono pagati al 30%.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e garantisce alla lavoratrice un'indennità pari all'80% della retribuzione media giornaliera. L'INPS liquida la domanda in media entro 55 giorni. A questo si aggiunge l'assegno di natalità erogato dai Comuni, pari a 413,10 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 20.668,26 euro.
- Categoria: Previdenza e INPS
Il Bonus Nuovi Nati è un contributo una tantum di 1.000 euro erogato dall'INPS a tutte le famiglie con un figlio nato o adottato nel 2026, a condizione che l'ISEE familiare non superi i 40.000 euro. La domanda va presentata entro 120 giorni dalla nascita o dall'adozione: superato questo termine, il diritto decade definitivamente. Il contributo non è soggetto a tassazione IRPEF.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
L'INPS, con il Messaggio n. 6512 del 4 marzo 2010, ha chiarito definitivamente cosa si intende per convivenza nel congedo straordinario retribuito previsto dalla Legge 104/1992 (art. 42, co. 5, D.Lgs. 151/2001). La risposta è netta: non è necessario vivere nello stesso appartamento del familiare disabile. È sufficiente avere la residenza nello stesso Comune, alla stessa via e allo stesso numero civico, anche in interni diversi. Il messaggio chiude così una controversia che portava l'INPS a respingere molte domande legittime.
- Categoria: Previdenza e INPS
L'Assegno Unico Universale è il sostegno mensile erogato dall'INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Nel 2026 l'importo massimo è di 227 euro al mese per figlio (per le famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.468,51 euro) e scende a un minimo di 59 euro al mese per i redditi più alti. Chi non ha ancora rinnovato l'ISEE rischia di perdere il diritto agli arretrati: il termine utile è il 30 giugno 2026.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
Chi perde il lavoro e decide di mettersi in proprio può richiedere l'intera NASpI residua in anticipo, in un'unica liquidazione, per finanziare l'avvio di un'attività d'impresa o di lavoro autonomo. Nel 2026 questa misura è stata riformata con una nuova formula bifase: il beneficiario riceve subito il 70% dell'importo complessivo residuo e il restante 30% dopo 6 mesi, a condizione che l'attività sia avviata e operativa.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è la misura di sostegno al reddito dedicata ai lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Dal 2024 è diventata strutturale, e per il 2026 la finestra di presentazione delle domande è aperta dal 15 giugno al 31 ottobre 2026. L'importo varia tra il 25% e il 40% della media del reddito del biennio precedente.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Nel 2026 l'importo massimo è di circa 1.400 euro lordi mensili, la durata è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, e una importante sentenza della Cassazione (n. 10394/2026) ha chiarito che le ferie non godute liquidate alla fine del rapporto non rinviano il diritto alla NASpI.
- Categoria: Sindacato e Diritto del Lavoro
Buone notizie per i dipendenti pubblici che vanno in pensione: la Circolare INPS n. 30 del 27 marzo 2026 ha ufficializzato la riduzione dei tempi di attesa per ricevere il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il Trattamento di Fine Servizio (TFS) da 12 a 9 mesi, a partire dal 1° gennaio 2027. La stessa circolare ha aggiornato anche le regole di rateizzazione per gli importi più elevati.
- Categoria: Previdenza e INPS
Gli anni trascorsi a svolgere il servizio militare obbligatorio (o equivalente) possono essere convertiti gratuitamente in contributi previdenziali figurativi, incrementando la pensione futura senza alcun costo per il lavoratore. L'INPS procede all'accredito d'ufficio, ma è fondamentale conoscere le regole per verificare che il proprio estratto conto sia corretto e agire in tempo utile.
- Categoria: Previdenza e INPS
I contributi volontari INPS permettono ai lavoratori che attraversano periodi senza copertura previdenziale — come la disoccupazione, il lavoro all'estero o la sospensione dall'attività — di continuare ad accumulare anni contributivi, avvicinandosi alla pensione. Nel 2026 le aliquote sono: 33% per i lavoratori dipendenti, 24% per artigiani e commercianti e tra il 25% e il 33% per gli iscritti alla Gestione Separata, a seconda del profilo.
- Categoria: Previdenza e INPS
La ricongiunzione contributiva permette di trasferire in un'unica gestione previdenziale tutti i contributi versati nel corso della carriera, semplificando il calcolo della pensione. La Circolare INPS n. 15 del 9 febbraio 2026 ha aggiornato le regole per le operazioni tra la Gestione Separata INPS e le Casse professionali, confermando il principio del "tutto o niente" e prorogando fino al 7 maggio 2028 la convenzione tra INPS e INARCASSA.
- Categoria: Previdenza e INPS
Il riscatto degli anni universitari è uno strumento prezioso per aumentare la propria futura pensione, convertendo gli anni di studio in contributi previdenziali. Nel 2026 due novità importanti rendono questo istituto ancora più vantaggioso: il riscatto gratuito per le Forze Armate, confermato anche per il personale della Polizia di Stato fino a un massimo di 5 anni, e la deducibilità fiscale al 100% per i periodi riscattati con versamenti effettuati dal 2024 in poi, stabilita dalla sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti n. 8/2025.
- Categoria: Previdenza e INPS
Andare in pensione non significa necessariamente smettere di lavorare e versare contributi. Chi continua a lavorare dopo aver maturato il trattamento pensionistico ha diritto a un ulteriore incremento del proprio assegno, che l'INPS calcola attraverso due istituti distinti: il supplemento di pensione e la pensione supplementare. La differenza dipende dal fatto che i nuovi contributi siano versati nella stessa gestione previdenziale o in una diversa rispetto a quella che eroga la pensione.
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