Cosa prevede la norma e a chi si applica
Per rafforzare le verifiche sulla spettanza e sulla corretta fruizione dei benefici, le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 sono tenute a inserire nelle denunce mensili le informazioni analitiche relative all'evento fruito e al relativo dante causa, cioè il familiare assistito o il figlio. L'obbligo riguarda gli enti e le amministrazioni con lavoratori iscritti alla Gestione pubblica: cambia quindi la compilazione del flusso a carico dei datori di lavoro pubblici, e non è prevista alcuna nuova domanda per i lavoratori.
Quali permessi e congedi vengono tracciati
- Permessi della Legge 104/1992 (art. 33), a giornata e a ore, sia per l'assistenza a un familiare con disabilità grave sia per il lavoratore con disabilità grave;
- Congedo straordinario (art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001);
- Congedi parentali (artt. 32 e 33 D.Lgs. 151/2001), nelle diverse forme di retribuzione;
- Permessi dell'art. 8, comma 4, della Legge 81/2017, richiamati dalla norma di legge.
Quali dati vanno comunicati all'INPS
Per ogni singola assenza l'amministrazione deve trasmettere:
- l'evento fruito, con un apposito codice;
- il giorno di fruizione (oppure il periodo, nel caso dei congedi) o, per le fruizioni a ore, la durata espressa in millesimi di ora (1000 equivale a un'ora);
- il codice fiscale del familiare assistito o del figlio. Quando il permesso è fruito dal lavoratore con disabilità grave per sé stesso, si indica il suo codice fiscale.
Il messaggio conferma anche il tetto dei 3 giorni al mese: per i permessi a giornata dell'art. 33, comma 3, l'amministrazione compila da 1 a 3 elementi nel mese, a seconda dei giorni fruiti.
Cosa dice il messaggio e cosa è lecito attendersi
È importante distinguere i fatti dalle valutazioni. Il Messaggio INPS dispone che i flussi mensili delle amministrazioni pubbliche conterranno d'ora in poi il codice fiscale del familiare assistito, collegato al singolo giorno o alle singole ore di assenza, e dichiara la finalità di potenziare i controlli. Il messaggio non parla né di sanzioni né di date di avvio dei controlli.
Sul piano operativo, è lecito attendersi che l'inserimento del codice fiscale dell'assistito renda più semplice incrociare i dati di più lavoratori che assistono la stessa persona, anche tra amministrazioni diverse e, potenzialmente, tra pubblico e privato. I controlli potranno quindi evidenziare il superamento dei 3 giorni mensili complessivi e le fruizioni nello stesso giorno da parte di più familiari, con la possibile contestazione di indebiti. Si tratta di valutazioni sindacali sull'impatto della novità, non di previsioni contenute nel testo dell'INPS.
Come comportarsi: i consigli pratici
- Coordinarsi preventivamente con gli altri familiari che assistono la stessa persona, in modo che la somma dei permessi non superi mai i 3 giorni complessivi al mese;
- Evitare sovrapposizioni di giornate o di orari tra i familiari autorizzati: la fruizione deve avvenire sempre in via alternata;
- Verificare il codice fiscale dell'assistito comunicato all'ufficio del personale, che deve coincidere con quello della domanda presentata all'INPS;
- Tenere un registro personale delle date e delle ore fruite ogni mese, per evitare sconfinamenti involontari;
- Chiedere supporto in caso di dubbi su ripartizione dei permessi, cambi di residenza o variazioni delle condizioni della persona assistita, come un ricovero a tempo pieno.
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Normativa di riferimento
- Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 724 — obbligo informativo nei flussi mensili delle pubbliche amministrazioni;
- Legge n. 104/1992, art. 33 — permessi per l'assistenza alle persone con disabilità grave;
- D.Lgs. n. 151/2001, artt. 32, 33 e 42, comma 5 — congedi parentali e congedo straordinario;
- Legge n. 81/2017, art. 8, comma 4;
- Messaggio INPS n. 3267 del 14 ottobre 2026 — istruzioni per l'aggiornamento dei flussi UNIEMENS/ListaPosPA.
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