Chi è interessato al nuovo modulo

  • Lavoratori dipendenti privati alla prima assunzione dal 1° luglio 2026, che devono esprimere la propria scelta sulla destinazione del TFR;
  • Lavoratori non di prima assunzione, che utilizzano il modulo per dichiarare le scelte già effettuate in passato e l'eventuale fondo pensione a cui sono già iscritti.

Cos'è il modulo TFR3 e a cosa serve

Il TFR3 è lo strumento formale attraverso cui il lavoratore può:

  • Rinunciare all'adesione automatica alla previdenza complementare;
  • Scegliere una forma pensionistica specifica a cui destinare il proprio TFR;
  • Mantenere il TFR in azienda (o presso il Fondo di Tesoreria INPS), secondo le regole ordinarie dell'art. 2120 del Codice Civile;
  • Dichiarare scelte pregresse, per chi ha già optato in passato per la previdenza complementare o per il regime ordinario.

Il modulo è disponibile anche in formato digitale sul sito del Ministero del Lavoro.

L'iter operativo: attenzione ai 60 giorni

La procedura si articola in tre passaggi:

  • Il lavoratore neoassunto ha 60 giorni dalla data di assunzione per compilare il modulo TFR3 ed esprimere la propria scelta;
  • Se il lavoratore non sceglie entro i 60 giorni, scatta automaticamente l'adesione alla previdenza complementare per silenzio-assenso, con destinazione del TFR maturando al fondo pensione individuato dagli accordi collettivi di riferimento (o al fondo residuale, in assenza di indicazioni contrattuali);
  • Il datore di lavoro raccoglie il modulo compilato e comunica la scelta all'INPS, integrando il flusso Uniemens con il nuovo codice "T3", con decorrenza dal luglio 2026 (le denunce già inviate possono essere regolarizzate successivamente).

Consigli pratici per non subire l'adesione automatica

  • Segnare in agenda la scadenza dei 60 giorni dalla data di assunzione: superato il termine senza una scelta esplicita, l'adesione alla previdenza complementare diventa automatica;
  • Richiedere il modulo direttamente al datore di lavoro, oppure scaricarlo dal portale del Ministero del Lavoro in formato digitale;
  • Valutare con attenzione prima di scegliere tra previdenza complementare e mantenimento del TFR secondo il regime ordinario dell'art. 2120 c.c.: si tratta di una decisione con effetti di lungo periodo sul trattamento di fine rapporto e sulla futura pensione integrativa;
  • Conservare una copia firmata del modulo consegnato al datore di lavoro e verificare, tramite la propria posizione contributiva, la corretta registrazione della scelta nel flusso Uniemens con il codice T3.

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La scelta tra previdenza complementare e mantenimento del TFR in azienda non è mai banale: dipende dall'età del lavoratore, dal settore contrattuale e dagli obiettivi previdenziali di lungo periodo. I nostri operatori aiutano i neoassunti a valutare le diverse opzioni entro i 60 giorni utili, e verificano per i lavoratori già occupati che le scelte pregresse risultino correttamente registrate.

Normativa di riferimento

  • Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 204-205 — adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti;
  • D.Lgs. n. 252/2005, art. 8, come modificato — disciplina delle forme pensionistiche complementari;
  • Decreto Interministeriale 4 settembre 2026 — approvazione del modulo TFR3;
  • Messaggio INPS n. 3021 del 29 settembre 2026 — istruzioni operative e codice Uniemens "T3".

Sei stato assunto di recente e non sai ancora se conviene aderire alla previdenza complementare o mantenere il TFR in azienda? Rivolgiti alla sede Confasi più vicina: ti aiutiamo a valutare la scelta migliore entro i 60 giorni utili e a compilare correttamente il modulo TFR3.