Cos’è l’incentivo al posticipo del pensionamento
Il lavoratore che decide di non accedere subito alla pensione può rinunciare all’accredito contributivo della propria quota IVS. In questo modo:
- il datore di lavoro non versa più la quota di contributi a carico del dipendente
- questa somma viene corrisposta direttamente in busta paga al lavoratore
- l’importo è totalmente esente da imposte e contributi
È una misura pensata per incentivare la permanenza nel mondo del lavoro e garantire un vantaggio economico immediato ai dipendenti.
Chi può beneficiarne
Possono accedere all’incentivo tutti i lavoratori dipendenti che:
- sono iscritti all’AGO o a forme sostitutive/esclusive alla data della rinuncia
- maturano i requisiti per la pensione anticipata o flessibile entro il 31 dicembre 2025
- non percepiscono una pensione diretta (escluso l’assegno ordinario di invalidità)
- non hanno ancora raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia
Quali tipi di pensione rientrano nella misura
Due le casistiche previste:
- Pensione anticipata flessibile (Quota 103): 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi, valida fino al 2025
- Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne
Da quando decorre il beneficio
L’incentivo decorre dalla prima data utile per la pensione, se la rinuncia è presentata prima di tale data. Se la rinuncia arriva dopo, decorre dal mese successivo.
I tempi di decorrenza variano a seconda che il lavoratore sia del settore privato o pubblico. Ad esempio, per i dipendenti pubblici che maturano Quota 103 nel 2025, il pensionamento può partire non prima del 2 ottobre (AGO) o 1° novembre (altre gestioni).
Durata e importo dell’incentivo
L’incentivo consiste nell’intero ammontare dei contributi IVS a carico del lavoratore (incluso l’eventuale 1% aggiuntivo), erogato in busta paga. La somma:
- non è soggetta a IRPEF
- non rientra nell’imponibile contributivo
L’incentivo cessa se:
- si revoca la rinuncia (possibile una sola volta)
- si raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia
- si ottiene una pensione diretta (salvo assegno ordinario di invalidità)
Effetti sulla pensione futura
Attenzione: il beneficio comporta una riduzione della contribuzione effettiva e, dunque, una diminuzione della quota contributiva della pensione futura. Nessun impatto invece sulla parte retributiva della pensione.
Come fare domanda
Il lavoratore interessato deve presentare una richiesta telematica all’INPS, che verificherà i requisiti e comunicherà l’esito sia al dipendente che al datore di lavoro. Solo dopo questa comunicazione il datore può cessare i versamenti e riconoscere l’incentivo in busta paga.
Lavoro domestico e altri settori
L’incentivo si applica anche nel lavoro domestico. In questo caso, il datore può scaricare un nuovo bollettino “PagoPA” con l’importo aggiornato, privo della quota IVS a carico del lavoratore.
Anche per i settori agricolo e pubblico, l’INPS ha previsto modalità specifiche per l’inserimento dei dati nei flussi UniEmens, tramite codici dedicati come “L577” o “PP”.
Conclusione
Questa misura rappresenta un’importante opportunità per i lavoratori che vogliono restare attivi, ottenendo un immediato vantaggio economico. Allo stesso tempo, garantisce un risparmio per le casse pubbliche, incentivando il posticipo dell’uscita dal mondo del lavoro.
Per valutare la convenienza dell’incentivo, è consigliabile farsi assistere da un patronato o da una sede sindacale come la Confasi Sicilia, in modo da analizzare il singolo caso e fare scelte consapevoli.
Normativa di riferimento: art. 1, comma 161, L. 207/2024; Circolare INPS n. 102/2025.
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